La Pasqua che si avvicina ci fornisce l’occasione per raccontarvi la storia del nostro vino liquoroso Kagor.

L’intreccio che si crea con la celebrazione pasquale è evidente: Kagor è un vino dolce, una categoria nota nella tradizione cristiano ortodossa come “vino da messa”.

Lo fabbrichiamo in onore alle ricette originali russe, nel rispetto degli elevati standard di qualità riconosciuti a livello mondiale.

La sua storia affonda in radici lontanissime. Nella liturgia Ortodossa il colore rosso, per consuetudine, riporta alla forte carica simbolica del rapporto vino-sangue. Nelle tradizioni orientali più risalenti, il vino per la liturgia veniva offerto dai fedeli. Era consuetudine, infatti, che prima dell’inizio della celebrazione venissero consegnati ai diaconi pani rituali cotti in casa, orcioli di vino, candele e incenso, accompagnati da biglietti con i nomi dei vivi e dei defunti che si desideravano essere ricordati durante l’eucaristia. I diaconi poi sceglievano il pane meglio riuscito ed il vino migliore, per consacrarli: il resto veniva restituito sotto forma di eulogia, cioè di pane benedetto, ma il vino era solo per il clero.

In questa dimensione religiosa, il pane eucaristico è l’agnello servo sofferente annunciato da Isaia e morto per la vita del mondo, mentre l’infusione o ‘unione’ dell’acqua nel calice del vino avviene evocando un passo evangelico: uno dei soldati trafisse con la lancia il suo costato, e subito ne uscì sangue ed acqua. La proporzione tra vino ed acqua era ed è variabile: si può arrivare anche ad un terzo di acqua, che comunque è sempre meno di quella che veniva infusa nel calice della mensa al tempo di Gesù in cui la proporzione del 50% era già ritenuta poco decorosa per un pasto ufficiale.

 

E’ sulla scorta di questa lunga tradizione che creiamo il nostro Kagor: lo facciamo con le uve Sangiovese, Merlò, Caubernet Sauvignon e Syrah raccolte appositamente alla fine di ottobre, quando la quantità di zucchero naturale – fruttosio nelle bacche raggiunge il massimo. Kagor è fermentato in grandi tini di rovere, che creano il gusto fruttato amarognolo della bevanda. Il suo profondo colore viola, Tyrian, affascina e stordisce. Questo vino rosso liquoroso mostra un corpo pieno, denso, e una delicata dolcezza acidula con le note di ciliegia e frutti di bosco al palato, rivelando una sensazione molto accogliente e calda. Si sposa perfettamente con il dessert, sorprendendo piacevolmente anche i più sofisticati esperti di vino, che potrebbero essere scettici nei confronti di qualsiasi esperimento con l’amata bevanda.

L’uva, leggermente appassita in pianta e raccolta a mano in cassette, viene selezionata manualmente tramite tavolo di cernita. Macerazione con le bucce per 20 giorni a temperatura controllata, rimontaggi frequenti. Pressatura soffice. Successivo affinamento in piccole botti di rovere per circa 6 mesi. Si effettua un ulteriore affinamento di almeno 18 mesi in acciaio. Terminato il periodo di affinamento viene effettuata un’aggiunta di alcol distillato da vino e da zucchero d’uva in modo da raggiungere la gradazione alcolica di 16% e la giusta dolcezza; successivamente affina altri 6 mesi in bottiglia. Il suo imbottigliamento avviene con la luna calante di ottobre o novembre. A Poggio del Moro la sua produzione è di 5000 bottiglie.