Non è così semplice poter assaggiare vini russi vuoi per il prezzo, vuoi per la reperibilità ma, soprattutto, perchè non esiste ancora una scena molto ampia di produzione indipendente.

Tolte le grandi aziende nazionalizzate sono solo una sessantina i produttori “RM” sul territorio ovvero vignaioli che vinificano esclusivamente da proprie uve. Li ha riuniti in questo fine ottobre il giornalista sommelier critico di vini Vladimir Martynov per Tatiana Kuznetsova, proprietaria della bellissima e molto promettente azienda Poggio del Moro, in quel fazzoletto di terra tra Montepulciano, Chianciano Terme e Chiusi, un terroir in gran parte ancora inesplorato.

Vladimir ogni anno lavora solo con vino russo, visita tutte le cantine da almeno dodici anni e ne ha seguito evoluzione e sviluppo recente che potrebbe preludere ad una loro esportazione molto contingentata, magari solo su alcuni mercati.
Il vino in Russia è, per motivi climatici, solo nel sud del paese, dove ci sono sette regioni DOC in cui si produce vino ma in pratica sono quattro tra cui quella dove troviamo la città dei giochi olimpici ovvero Sochi. In ogni regione il clima e il freddo invernale sono tremendi e i viticoltori sono costretti a interrare i vigneti per farli sopravvivere al gelido inverno e questo provoca comunque grande morìa di viti e conseguente aumento del prezzo medio perchè le rese sono spesso risibili.
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