Gennaio sa essere davvero un mese sorprendente. Qua a Poggio del Moro, per esempio, si tratta del periodo di tempo che inaugura la potatura delle viti.
Potremmo dire che questo rappresenta il primo “ingrediente” di una ricetta magica che si rinnova stagione dopo stagione.
Sì perché è attraverso questa fondamentale operazione che i nostri vigneti possono crescere più sani e forti e, di conseguenza, riescono a donarci uve inimitabili.
Per la fase della potatura i nostri esperti scelgono il celebre metodo stilistico varato da Simonit & Sirch: apprezzato in ogni angolo del mondo, ha letteralmente rivitalizzato vigneti anche molto celebri che sembravano destinati ad una fine ingloriosa.

Le nostre viti sono la vera forza di Poggio del Moro: per questo le curiamo e le rispettiamo ogni giorno

 

 

Il metodo si traduce in una potatura di rispetto e si fonda su quattro cardini, quattro semplici regole adattabili a tutte le forme di allevamento della vite.
Spieghiamo in cosa consistono agli amici meno avvezzi a questo mondo: permettere alla pianta di crescere con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare la cosiddetta tecnica del legno di rispetto per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa.
“Con questo stile di potatura – spiega il personale addetto di Poggio del Moro – possiamo davvero onorare le piante perché i tagli non si rivelano mai eccessivamente cruenti e vengono lasciate delle fasce di rispetto tra taglio e flusso linfatico, così l’essiccazione non intacca i flussi. Grazie a questo la pianta è più equilibrata dal punto di vista vegetativo, oltre che più salubre e longeva, perché non presenta ferite”. In linea di massima questo genere di potatura viene applicata in tutto il vigneto, ma più nello specifico a Poggio del Moro ricorriamo alle tecniche del cosiddetto “Cordone speronato” ed a quella del “Guyot”: modalità operative, queste, idonee alla produzione di grandi uve.
Con la tecnica del Cordone speronato andiamo appunto a creare degli speroni, da cui le gemme ripartiranno a fruttificare; nel caso del Guyot, invece, il tralcio viene rinnovato totalmente, provvedendo anche ad una legatura.
La potatura inizia a gennaio, ma prosegue anche a febbraio e marzo: mesi essenziali per ottenere un vino di qualità superiore.

 

Il vino di Poggio del Moro resta in affinamento in una cantina che coniuga tradizione ed innovazione

 

Nel frattempo in Cantina…stiamo preparando il Vin Santo! La fase in cui riempiamo i caratelli è davvero soddisfacente! A fine mese, poi, ci occuperemo di imbottigliare il bianco ed il rosato, mentre il nostro vino rosso resta in affinamento nel legno.
In questo periodo di tempo il nostro vino rimane in affinamento nel legno, pronto per essere travasato in primavera.